venerdì, ottobre 05, 2007

Maratonarte ed il dibattito sulle nostre opere d'arte all'estero

Ieri sera dopo una vita ho rivisto Porta a Porta ed incredibilmente non parlava del delitto di Garlasco o di Cogne ma di un tema a me caro la conservazione, il restauro dell'opera d'arte ed il recupero delle opere rubate.

Il Ministro Rutelli faceva gran mostra delle opere recuperate e restituite al nostro stato dal "Getty Museum" di Los Angeles (dopo aver dimostrato la loro provenienza illecita).

Da qui si è aperto un dibattito su cosa sia giusto o no riportare in Italia delle opere presenti all'estero.

Infatti bisogna fare dei distinguo: ci sono opere (sopratutto archeologiche) rubate dai così detti tombaroli e poi grazie a varie fatture false fatte pervenire ai musei e l'opere presenti in Francia pervenute li durante le soppressioni Napoleoniche .

Ecco le differenza sostanziale : Uno è un'acquisizione illegale dovuto ad un furto e l'altro no visto che Napoleone a quel tempo era l'imperatore e poteva spostare le opere del suo regno in do cazzo voleva.

Quindi basta dire che Napoleone c'ha rubato le opere d'arte ma diciamo la verità cioè: lui ha solamente spostato le opere e possiamo solo criticarlo per aver decontestualizato molte opere portandole in locali da lei non adibiti questo e basta.

Voi che ne pensate?

(contribuite anche voi a Maratonarte e mandate un sms al numero 48545 costo 2 euri)

Adie

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9 Comments:

Anonymous dessd said...

mii questa di Napoleone mi mancava!anfame!!!!

1:40 PM  
Blogger Vavvo said...

a me non me ne frega una sega

1:40 PM  
Blogger Vavvo said...

Anzi, Napoleon l'ha fatto proprio bene a portare via la roba che tanto gni avevano detto de piglialla pure che a loro non gne ne fregava na sega. E mo frignano? Ma vadano affanculo che se io potessi avere mille dracme al mese abiterei in Grecia.

1:42 PM  
Anonymous Slobodan Minelli said...

Io sono uno che ancora si commuove di fronte al 'Cristo di stracchino' di Ricardo Fenicio Otalora.

P.S. : probabile non c'entri una sega, io commento sempre senza leggere, lo faccio anche quando glosso la Bibbia con la maionese impazzita.

2:12 PM  
Blogger Giovanni said...

Ho smesso di pensare da quando lavoro.

Lavori?

Chi, io?

Sì.

Mavaffanculo và.

Bamboccione.

Ho finito gli insulti.

2:27 PM  
Anonymous unaltrasera said...

I collezionisti devono regalare allo stato tutte le loro opere, come beni nazionali.
basta ala discriminazione della ricchezza

10:00 AM  
Blogger Marco Ferri said...

C'è una cosa che mi sfugge: si è sentita la necessità di fare una colletta a mezzo SMS per salvare alcune opere d'arte. Ma allora tutti i soldi che con le tasse paghiamo al ministero per i beni culturali, che fine fanno? Non gli bastano? Ne vogliono di più? E poi chi ci assicura che non finisca come al solito e che con quei dindi non si paghino le ville, le macchine, la cocaina e le puttane mentre le opere d'arte se ne vanno a donne di facili costumi? Non hanno avuto rimorsi a farlo sulla pelle dei disgraziati (qualcuno si ricorda la missione Arcobaleno?), avrebbero scrupoli di fronte alle opere d'arte? Qualcosa mi dice che presto Striscia la notizia, o le Iene, o Beppe Grillo scopriranno che i milioni racimolati sotto forma di donazioni, sono finiti in qualche banca sanmarinese. I precedenti ci sono...
Per quanto riguarda le opere d'arte trafugate all'estero, è un discorso lungo e spinoso. Se gli inglesi avessero lasciato le statue del Partenone in mano agli ottomani (che le stavano usando come bersagli per le esercitazioni con i cannoni), potremmo noi oggi ancora ammirarle? Se i veneziani durante una crociata non avessero trafugato i cavalli di bronzo (di epoca romana) dell'ippodromo di Bisanzio, potremmo ancora oggi ammirarli oppure sarebbero stati fusi dagli ottomani (insieme ad altre opere non trafugate) dopo la caduta dell'impero romano d'occidente?
Quanti siti archeologici italiani sono stati aperti, scavati per un po' e poi chiusi ed abbandonati al loro destino (Vedi ad esempio la villa del chirurgo a Rimini, che se non fosse stato per l'intervento di Sgarbi in persona, ancora sarebbe uno scavo interrotto e coperto da un grosso cellophane. E poi ancora oggi, dopo oltre 10 anni di scavi -e di soldi- non è completato), spesso senza protezione e quindi in balia delle intemperie?
Insomma il furto di opere d'arte sarebbe da condannare ma se l'alternativa è lasciarle in mano ad uno stato menefreghista che non si cura del loro destino e della loro usura, allora forse...
Il dibattito è aperto (per favore, non troppi insulti, eh?)

5:52 PM  
Anonymous loremi said...

meno arte più birra... se io fossi il direttore di un museo che possiede opere d'arte trafugate a Rutelli non darei proprio una sega, con quella faccia da tonto. Inoltre non mi sembra giusto restituire le opere ad uno stato che fa costruire i ponti a Calatrava...

3:31 PM  
Blogger Vavvo said...

concordo col Loremì e sottoscrivo col baciaculo

6:03 PM  

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