lunedì, giugno 25, 2007

Assenza per un po' di tempo


Non aggiornerò per un po' il blog causa Manifestazione che con la mia associazione organizzo siete tutti invitati a partecipere ecco qui il programma

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11 Comments:

Anonymous Lypsak said...

Cerco di venire appena posso! Ho visto il programma e mi piace assai...

8:53 PM  
Blogger Giovanni said...

divertiti!

3:38 PM  
Blogger Marco Ferri said...

Occhio che se stai troppo tempo senza cambiare il post, poi gli "schiettisti", i nazisti-negazionisti, quelli del signoraggio, quelli del "sisu" e tutti gli altri perditempo che intasano il blog di Beppe Grillo te lo farciscono con i loro messaggi.

Magari ogni tanto potresti scrivere due righe per aggiornarci sullo svoglimento della manifestazione? Anche per coloro che per motivi di famiglia/lavoro/distanza non possono venire...

10:01 AM  
Blogger Grisson said...

X Lypsak: venite venite venite e porta piu' gente possibile

X Giovannir: per ora mi sto solo spaccando la schiena

X Marco ferri: per ora montaggio casine di legno, scenografie, volantinaggio, discussioni con il comune, scazzi vari tutte cose da buon pre festival

Adie

6:01 PM  
Blogger mylla said...

mancano 24 ore e trentaquattro minuti all'ora X. panico? emozione? afasia? secchezza della fauci?... sì, un po' di tutto. pensami in quel momento. un abbraccio amicino mio!

10:28 AM  
Anonymous dessd said...

in bocca al lupo!

10:56 AM  
Anonymous Rogo Delepri said...

Con questo Circu non è che vogliamo fare arpartire la moda dello Ciau, no che io so pronto è..
una parola è poca,
due sono troppe,
punte è n'infarto

10:39 PM  
Anonymous Lapo Letano said...

Tanti augurotti per questo tuo Circu nonostante il fatto che
punta di diamante delle attività di Sergio De Gregorio resta l’esperienza maturata attraverso l’Associazione internazionale Italiani nel Mondo

Parlare del Sergio De Gregorio giornalista, è un po’ come raccontare la storia dell’ultimo quarto di secolo del millennio da poco concluso. Poco più che adolescente collabora con la redazione napoletana di “Paese Sera”, una tra le più prestigiose testate del panorama giornalistico nazionale, nonché fucina per tantissimi operatori dell’informazione. A 19 anni è il più giovane giornalista d’Italia, iscritto all’albo professionale.
Il suo innato talento, il suo modo semplice e lineare di leggere e raccontare i fatti, la voce calda e passionale, gli permettono di approdare molto presto nei salotti buoni dell’informazione nazionale.
Nel 1978 la Rai lo contrattualizzerà come autore, conduttore e inviato di "Al rogo, al rogo" (l´unica trasmissione radiofonica in onda dalla sede di Napoli, sulle frequenze di Radiouno, per sei ore complessive settimanali di programmazione). In quello stesso periodo collabora, come inviato, al programma radiofonico di Radiodue "Chiamate Roma, 31 31".
Poco più che ventenne “L’Espresso”, il prestigioso settimanale di via Po allora diretto da Livio Zanetti, con Paolo Mieli, Enrico Rossetti e Alberto Statera caporedattori, lo chiama a collaborare. Per più di tre anni, Sergio De Gregorio, con le sue corrispondenze da Napoli, racconterà a milioni di lettori italiani i retroscena della più cruenta mattanza di camorra del secolo, che subito dopo il terremoto dell’Irpinia vide contrapposti gli uomini della Nco di Raffaele Cutolo ai cartelli della Nuova Famiglia. E di camorra e criminalità organizzata ne parlerà, assieme all’inviato Rai Giuseppe Marrazzo, ai spettatori della fortunata rubrica del TG2 “Dossier”.
Profondo conoscitore dell’universo criminale della Campania, ma anche della storia e delle tradizioni che hanno animato il passato remoto di Napoli e della sua provincia, è coautore dei volume "Guida di Napoli Vera" (Procaccini Editore) e curatore dell’antologia "Musiche e canti popolari della Campania" (Albatros Editrice, Rozzano milanese), pubblicato nella collana di Roberto Leydi e Diego Carpitella, definita dal musicologo Roberto De Simone "il più alto esito mai raggiunto" prima delle raccolte da lui stesso prodotte. Grazie alle sue profonde conoscenze del territorio sarà autore e regista di numerosi documentari di carattere storico-archeologico, commissionati da pubbliche amministrazioni (Camera dei Deputati, Regione Campania, Provincia di Napoli) ed Enti culturali (Associazione Internazionale Magna Grecia). Sul fronte delle inchieste sulla criminalità in Campania firma gli istant book "Camorra" (Società Editrice Napoletana) e "I Nemici di Cutolo" (Tullio Pironti Editore).
Ma è soprattutto nel campo della cronaca, sia radiotelevisiva che cartacea, che il giovane Sergio De Gregorio tende ad affermarsi sempre di più.
Lunga e articolata la collaborazione con la Rai, in veste di autore, conduttore e inviato in numerose trasmissioni di successo. Significative restano le sue corrispondenze a "Droga che fare" (trasmesso sulle frequenze di Rai 3), "Giallo" con Enzo Tortora, Dario Argento e Alba Parietti (mandato in onda sulle frequenze di Raidue) e "Domenica In", il popolare varietà di Raiuno. Con lo sfortunato autore e conduttore di “Portobello”, avrà un lungo e intenso rapporto di lavoro e di amicizia. La vicenda umana e giudiziaria di Enzo Tortora, ingiustamente accusato da alcuni pentiti di camorra di essere uno spacciatore di droga, sarà anche il filo conduttore del libro scritto da Sergio De Gregorio "Tortora, morire d´ingiustizia" (Nicola De Dominicis Editore), ristampato nel 1999 dalla casa editrice Akim.
Le sue qualità di cronista attento e sensibile saranno apprezzate anche da Enzo Biagi, che lo chiamerà a collaborare al programma di Raiuno “Linea Diretta”, mentre con Lorenza Foschini sarà consulente del "Premio Nazionale Giuseppe Marrazzo", trasmesso da Raidue. Numerose anche le collaborazioni con il Gruppo Fininvest. Le più significative restano quelle come inviato di "Linea Continua", la trasmissione Rita Dalla Chiesa in onda su Retequattro, e al programma di Giuliano Ferrara "L´Istruttoria", trasmesso da Italia Uno.
Ma è a “Oggi”, la rivista del gruppo Rizzoli settimanalmente letto da oltre cinque milioni di italiani, che Sergio De Gregorio troverà casa per diciotto anni. Come inviato del più popolare dei patinati italiani approderà sulle principali aree di crisi internazionali: dal Libano della guerra civile, alla Palestina dell’Intifada; dal Nicaragua della rivoluzione sandinista, al Rwanda del genocidio Tutsi; dall´Irak della prima guerra del Golfo, al martirio di Sarajevo, passando per la strage di Sebrenica, la grande fuga dall’Albania e le mille guerre di mafia e camorra combattute in casa nostra. Tra gli "scoop" realizzati per conto del settimanale diretto da Paolo Occhipinti, va ricordato quello sul pentito Tommaso Buscetta, sorpreso da Sergio De Gregorio nel bel mezzo di una crociera nel mediterraneo Mediterraneo, nell’estate del 1995. E sempre come inviato di “Oggi” sarà, in quegli stessi anni, ad Hammamet, in Tunisia, per raccogliere la prima intervista dell’ex presidente del Consiglio, Bettino Craxi, esule in terra d’Africa, con il quale intratterrà un fraterno rapporto d’amicizia sino alla prematura morte dell’ultimo segretario del Psi, nel gennaio del 1991.
Sul fronte televisivo regionale va segnalata l’esperienza di direttore del TG prodotto dal network "Canale 10", e la conduzione (per la stessa emittente) del talk show bisettimanale "Il Processo".
Numerose anche le consulenze nel campo giornalistico ed editoriale. Le più significative restano quelle con i quotidiani "Il Giornale di Napoli" (consulente di direzione con Lino Iannuzzi per circa due anni) e "Il Tempo" (stato consulente di direzione per l’edizione Campania). Numerose anche le testate dirette, nel corso di venticinque anni di attività professionale. Un impegno a 360 gradi che, tra le altre cose, lo vedrà tra i promotori del ritorno in edicola della testata giornalistica "La Voce della Campania", con la quale aveva collaborato nella seconda metà degli anni Settanta.
Sul finire degli anni Ottanta, all’attività di giornalista, Sergio De Gregorio comincia ad affiancare anche quella di imprenditore (in parte già sperimentata nell’80, quandoè tra i fondatori della “Alfa Press Service”, agenzia fotogiornalistica specializzata nella produzione di servizi cartacei, video e fotografici). L’esperienza maturata all’interno dell’Alfa Press si dimostrerà assai utile alcuni anni più tardi, quando terrà a battesimo l’agenzia videogiornalistica “B.V.P. Broadcast Video Press”, all’interno della quale riserverà a se il ruolo di direttore e amministratore. Nel novembre 1990 registra la testata "Dossier Magazine", quindicinale di politica, attualità ed economia, che nel dicembre 2000 diverrà anche il primo webzine quotidiano partenopeo (www.dossiermagazine.it).
Nella duplice veste di giornalista e di imprenditore consoliderà ancor di più la sua presenza sul territorio. Tra le committenze di maggior spessore vanno segnalati, i network nazionali "Retemia" e "Cinquestelle"; tra le produzioni, invece, "In diretta per la vita", talk show di solidarietà a favore dei profughi civili coinvolti nella prima Guerra del Golfo, realizzato in collaborazione con la Croce Rossa Italiana; cinquanta puntate realizzati nelle aree calde dell’Irak di Saddam Hussein, mandati in onda da un pool di emittenti televisive regionali.
La sua esperienza di manager di successo, con un occhio che non perde mai di vista i grandi eventi che segnano la storia del mondo, non passa inosservata. Dal 1994 al giugno 1996 viene chiamato a rivestire la carica di amministratore delegato della società "Ideazione Editrice", proprietaria del bimestrale di cultura politica "Ideazione", diretto da Domenico Mennitti. Successivamente, entrerà a far parte del consiglio d’amministrazione della srl “Edi City”, editrice del "Il Giornale nuovo del Sud", inserto campano de "Il Giornale" di Vittorio Feltri, dove rivestirà dapprima la carica di presidente del Cda e, successivamente, quella di amministratore delegato.
Identico incarico di amministratore (unico) gli viene riservato anche all’interno della società “Aria Nagel & Associati”, concessionaria per la pubblicità di numerosi quotidiani e periodici.
Nel dicembre 1996 è tra i protagonisti del ritorno in edicola del quotidiano “Avanti!”, all’interno del quale riserva a sé l’incarico di direttore editoriale, nonché di consigliere nel Cda della “International press”, la società editrice della gloriosa testata giornalistica.
Sempre in prima linea sul fronte delle iniziative di solidarietà (è stato presidente del Kiwanis International Europe di Napoli, organizzazione che conta circa quattrocentomila soci sparsi per il mondo), si è recentemente mobilitato per le piccole vittime del maremoto del Pacifico, attraverso una raccolta di fondi finalizzata alla costruzione di una casa per gli orfani dello tsunami.Sul versante dello spettacolo, è presidente dell’Associazione Festival di Napoli, che ha riproposto la gloriosa manifestazione canora su Retequattro (attualmente alla quarta edizione).
Ma è soprattutto all’interno dell’Associazione Internazionale Italiani nel mondo, quella che con malcelato orgoglio continua a chiamare la “sua” creatura, che il quarantacinquenne giornalista napoletano è riuscito ad esprimere al meglio le sue potenzialità di manager. Tutto ciò, senza però dover rinunciare alle prerogative di una professione che continua ad amare e, soprattutto, ad esercitare con passione.
Difatti, è responsabile degli uffici stampa e relazioni esterne del Comitato Interparlamentare per lo Sviluppo Sostenibile (struttura costituita fra circa quattrocento fra deputati e senatori di tutte le forze politiche) e, fino a qualche tempo fa, del Dipartimento di Filosofia dei Diritti dell’Uomo e delle Libertà di Religione della facoltà di Giurisprudenza dell’Università Federico II di Napoli; e fino al giugno 2004, è stato assistente al Parlamento Europeo. Inoltre, è direttore del dipartimento Mezzogiorno di Forza Italia (nell’ambito della struttura dei dipartimenti nazionali guidata dal parlamentare Gianstefano Frigerio); è direttore generale dell’Associazione Regionale Culturale (ARC) di Napoli, ente morale che promuove progetti di formazione professionale e di internazionalizzazione delle piccole e medie imprese campane di concerto con l´Irvat, l’ente di promozione delle Camere di Commercio; è consulente per la ricerca e lo sviluppo sostenibile di numerosi gruppi industriali.

10:47 PM  
Anonymous lirco said...

a proposito del Circu, io me ricordo che sotto la guerra, quando se mangiavano i pitocchi al vapore se diceva sempre una preghiera laica (no 'l cane) che accomunasse tutti sotto l'ombrello protettivo del puzzo de cazzo

12:30 PM  
Anonymous garnalo said...

dio mortadella ciau

12:30 PM  
Anonymous jaja82 said...

ma quel gruppo de terroni che c'era domenica farebbero anche l'orto? No perchè ho piantato i bacelli del Gargano e non so quando dagne l'acqua puzza. Comunque bello tutto, sopratutto quello che smannava le volpi col flessibile e quello che faceva scomparire il super io dentro 'na bottiglia de gassosa Guizza. Non m'è piaciuta l'idea, omologazione forzata a certi stilemi di matrice americana e britannica, di proporre libagioni del calibro di: pollo fritto e patate, pesce e patate, hot dog. Ma n'do semo? Che spaventavano tanto due o tre salsiccie? E la panzanella? Dove cazzo stava la panzanella? Io guarda, pittosto de non mangiare il pesce fritto prendo i coglioni dei ciuchi e li marino con pepe e olio da motore. E poi che dire del lume? Mon se vedeva na sega, io volevo andare a pisciare e me so ritrovato dentro la ghiera del gruppo elettrogeno. Non che fosse brutto, ma almeno la prossima volta quando uno gne scappa almeno non esce vestito de placenta a sette ottani. E poi che dire dei circensi? Facevano cacare. Sopratutto quello che lanciava gli ebrei per aria e poi (fingeva, l'ho visto) gni tirava col pennato. Bello invece il giochino delle foto a tema. Ma quella sagoma che abbracciavo era la donna cannone o un tumore al colon? Vedi figliolo, tutto questo un giorno sarà tuo. Tranne la cantina, quella no.

12:41 PM  

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